Rassegna stampa – Corriere del Mezzogiorno, domenica 26 luglio 2026
Sul Corriere del Mezzogiorno di domenica 26 luglio 2026 il presidente di ADOC Napoli e Campania, Vincenzo Di Giacomo, interviene sugli effetti della crisi energetica sui consumatori campani e lancia l’allarme sul caro spesa, partendo dai prezzi osservati nei mercati rionali e dall’aumento dei costi di produzione nelle filiere agroalimentari della regione.
Potere d’acquisto in calo
Di Giacomo descrive una situazione delicata in vista dell’estate: i cittadini sono in difficoltà, gli stipendi sono fermi e il potere d’acquisto continua a diminuire, in quella che definisce una delle più gravi crisi economiche di sempre.
Dalla crisi energetica alla crisi alimentare
Le aziende agricole campane devono fare i conti con un forte aumento dei costi che ne ha messo in difficoltà la stessa produzione, e questi costi finiscono per ricadere sui consumatori. Nei mercati rionali si registra da mesi un generale rialzo dei prezzi: prodotti di uso comune come i pomodori sono aumentati sensibilmente, anche perché il caro energia ne ha ridotto la produzione.
Secondo il presidente di ADOC, la Campania è più esposta del resto del Paese: da tempo registra un’inflazione media superiore a quella nazionale e, per la sua vocazione ortofrutticola, subisce in modo più rapido e pesante gli aumenti del gasolio agricolo e del trasporto su gomma.
Il caso del pane
Particolarmente colpito è il comparto del pane, dove i margini si sono ridotti al minimo per un doppio effetto: crescono i costi energetici sostenuti dai mulini e, insieme, quelli della panificazione. Il risultato è un prezzo sempre più alto per le famiglie.
Servono interventi strutturali
Per Di Giacomo finora si è risposto con soluzioni temporanee, mentre servono interventi strutturali: puntare su prodotti alternativi e su coltivazioni meno energivore. Un percorso lungo, ma che va avviato subito, perché i consumatori hanno bisogno di risposte immediate, serie e durature.
Il contesto: i rincari record calcolati dalla Cgia
L’intervista accompagna l’approfondimento di Claudio Mazzone sui dati dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre: i cinque mesi di guerra nel Golfo Persico sono costati al Mezzogiorno quasi 8 miliardi di euro, di cui poco meno di 2 miliardi a carico di famiglie e imprese campane. Ecco i numeri della Campania:
- +1,85 miliardi di euro di spesa energetica nel 2026: un aumento del 17% rispetto al 2025, il più alto d’Italia dopo quello della Calabria (17,8%);
- la spesa regionale per l’energia passa da quasi 11 a circa 13 miliardi di euro;
- carburanti +21,3% alla pompa per benzina e diesel, superati solo dalla Basilicata (21,6%), con un impatto stimato di circa 1 miliardo di euro;
- energia elettrica +13% (media nazionale 12,9%), per circa 600 milioni di euro;
- gas: circa 172 milioni di euro in più.
Un aumento superiore a quello di Lombardia (15%), Emilia-Romagna (16%), Veneto (15,8%) e Piemonte (15,4%), e alla media delle regioni meridionali (16,8%), che mette in luce la fragilità di un tessuto produttivo ancora legato a processi e filiere ad alto consumo energetico, con effetti diretti sui prezzi di beni e servizi.
Ricordiamo a tutti i consumatori che gli sportelli ADOC Napoli e Campania offrono assistenza gratuita.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno, domenica 26 luglio 2026, pagg. 2-3.







